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Cosa sarà la nuova normalità?

Cosa sarà la nuova normalità?

Qual è e come sarà il mondo che ci aspetta? Sarà distopico e in bianco e nero come certi film di fantascienza? Sarà composto da isole di plastica come molti romanzi ci raccontano? O sarà un mondo migliore? Magari più attento alla natura e alle esigenze del pianeta?

Giorno dopo giorno le immagini dei delfini e dei tonni che riprendevano possesso dei nostri mari lascia il posto alle nostre esigenze quotidiane. Capita cosi che quasi non reagiamo davanti a spettacoli indegni come mascherine o guanti gettati per terra davanti a un supermercato, fiumi che da limpidi tornano torbidi e i giardini che smettono di respirare soffocati dalla plastica e dai tanti prodotti igienizzanti.

Capita così di leggere studi scientifici che rivelano che “Disinfettare le strade inquinerebbe e irriterebbe le vie respiratorie”.
In effetti pensiamo a quanti prodotti simili all’amuchina usiamo decine di volte al giorno senza chiederci se tale “abuso” sia nocivo alla nostra salute e all’ambiente. Viene da chiedersi se disinfettare in maniera ossessiva sia davvero indispensabile.

Anche perché è evidente quanto sia praticamente impossibile vivere il quotidiano senza entrare in contatto con germi e batteri. Il nostro stesso organismo è popolato da germi e batteri ed il sistema immunitario ha il compito di difenderci dalle infezioni.
Ma attenzione. Chi vi scrive non intende invitarvi a smettere si pulire e disinfettare, basterebbe farlo in maniera meno ossessiva e utilizzando prodotti ecologici e rispettosi dell’ambiente. Il buon senso nell’igiene e nella pulizia della casa deve essere sempre al primo posto. Un luogo sempre ben pulito non avrà bisogno che agiate ogni giorno con disinfettanti potenti.

Ma tutto questo non servirà se non cambieremo il nostro comportamento anche nei confronti dell’esterno. E’ chiedere troppo abituarsi a rispettare quelle poche regole di educazione che sono alla base del nostro vivere civile? Ce lo hanno insegnato le nostre mamme e le nostre nonne: non si buttano le carte per terra; i fazzoletti sporchi vanno tenuti da parte per poi essere gettati nel pattume. Ricordate? Ecco basterebbe applicare queste regole ai guanti, alle mascherine, ai mozziconi di sigarette e già ci ritroveremmo in un ambiente più pulito. Per noi e per i nostri figli.

Ultimo passo?

Sceglie con attenzione i ristoranti, i bar, i chioschi, i negozi, ma anche i prodotti che prestano attenzione alla natura, che propongono prodotti o packaging il più possibile plastic free e riciclabili. Osservare i tovagliolini, le posate, i menu, i depliant che vengono utilizzati e come consumatori far valere la nostra opinione. Con gentilezza ed educazione. Perché le nostre opinioni contano e possono portare a risultati sorprendenti.

Chiediamoci inoltre se sul lavoro, per la nostra azienda, per il nostro brand, abbiamo fatto tutto il possibile o se possiamo fare ancora qualcosa di buono per salvaguardare il nostro pianeta.

E’ troppo facile urlare contro gli altri e dire… …tanto è tutto inutile. Cominciamo noi. Cominciamo da noi.
La prossima giornata che trascorreremo al mare o in montagna oltre ad occuparci della qualità del cibo che mangeremo e delle bevande che consumeremo, occupiamoci anche della qualità di piatti, posate, salviette e dopo una giornata di sano relax lasciamo il luogo che abbiamo “vissuto” in ordine.

Prestare più attenzione a noi stessi, alle persone che amiamo, prendendoci cura di loro ma senza dimenticare di rispettare l’ambiente. Questo è la nuova normalità che vorremmo.
E tu?

Giovanni Scafoglio

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