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Carta e cartone nell’era post Covid.

Carta e cartone nell’era post Covid.

Nessuno può dire se e quando usciremo dalla terribile emergenza sanitaria legata al Covid così come nessuno, al momento è in grado di poter affermare con certezza che non ci saranno nuove pandemie o emergenze sanitarie legate a prossimi Coronavirus.
Quello che è certo è che carta e cartone oltre ad essere le superfici su cui il covid ha vita più difficile (magari perché è un virus analfabeta? Sic!) sono anche gli strumenti più ecologici e green per poter affrontare il mondo che ci attende dall’altro lato di questo tunnel.

Il settore ha già dimostrato una forte propensione all’innovazione e velocità di pensiero rispondendo in modo rapido alle esigenze e ai cambiamenti imposti dalla pandemia. Sono tante le idee che imprenditori dinamici e reattivi hanno proposto al mercato, dai nostri copri maniglioni in cartone per la spesa sicura: gli ormai famosi Keeper al Keat, sistema innovativo realizzato per il mondo della ristorazione.

Stesso discorso vale per il mondo del packaging, una strada aperta anni fa da Apple e ormai irrinunciabile: usare carta e cartone ed eliminare la tanto odiata e nociva plastica per confezionare i prodotti. Ma perché è cosi importante il packaging?
Prima di tutto perché è il primo contatto che avviene tra prodotto e cliente, quindi se è Green e ci protegge dai virus non esiste biglietto da visita migliore.

E’ fondamentale perché protegge il “bene” venduto da fattori esterni quali urti, contatto con altri oggetti esterni, ma anche da contaminazioni da parte di agenti chimici, fattore da non sottovalutate per poter assicurare la qualità dal produttore al consumatore (come si diceva una volta).

Ultimo ma non trascurabile elemento è quello di proteggere l’oggetto e il consumatore finale dalle manipolazioni degli utenti che compongono la filiera distributiva, come scrivevo poco prima: partendo dal produttore per arrivare all’utilizzatore finale.
Forse il coronavirus non ci ha migliorati, per alcuni ci ha addirittura peggiorati, di certo però non potremo sottrarci dal confrontarci continuamente con esso e con un nuovo concetto di ecologia, perché i problemi ecologici saranno la frontiera economica del futuro.

Una volta era la religione a indicarci i peccati mortali, gli errori da non commettere e la morale da seguire, oggi è l’ecologia a determinare i comportamenti e i nuovi peccatori. Una volta era la religione a terrorizzarci con il Giudizio universale alla fine dei tempi. Oggi è il consumatore che grazie ai social è in grado di mettere alla gogna i gli errori di comunicazione dei produttori, a volte determinandone un irreversibile calo delle vendite e della popolarità del brand.

Giovanni Scafoglio

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