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La cordonatura

Nel mondo della stampa, allo scopo di ottenere un “prodotto” di qualità, spesso è necessario ricorrere alla cordonatura, prima della fase di piega.

La carta è composta da fibre, nella lavorazione della stampa esse assorbono della umidità e dell’inchiostro.
Queste caratteristiche influenzano in modo evidente la piega stessa che successivamente il materiale deve subire.

Spesso, la lavorazione successiva può causare la rottura delle fibre stesse in piega, con risultati anche evidenti nel materiale cartaceo che si lavora.

Con la cordonatura, si riesce a limitare questo fenomeno se non eliminalo del tutto.

La cordonatura consiste quindi nell’ appiattire le fibre della carta, allo scopo che riescano a “resistere meglio”.

E’ un passaggio necessario se si vuole ottenere una piega pulita, soprattutto se si utilizzano cartoni e cartoncini pesanti.
Il principio per cui si ottiene è molto semplice: un barra sottile ed arrotondata spinge la carta in un canale di uno spessore sempre superiore a quello della carta stessa.

Esistono diversi tipi di cordonatura, che si scelgono in funzione del materiale cartaceo che si lavora.

Si può cordonare una carta sottile in piega, cioè mentre semplicemente si effettua la piega del materiale, oppure per aumentarne l’efficacia si cordona con un passaggio “fuori linea” in un macchinario apposito, oppure un effetto ancora più marcato lo si ottiene cordonando in fustellatura.

La cordonatura, anche detta CreaseStream , letteralmente “crea il flusso” indica per cio la necessita di piegare il foglio nel senso opposto alla cordonatura per evitare l’apertura delle fibre.

Un errore comune è quello di piegare il foglio nello stesso senso della cordonatura, rendendo vano il passaggio.

Ufficio Commerciale

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